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12 maggio 2012

Dall'alto della mia esperienza...



Come già anticipato nell' introduzione a questa rubrica del Sabato, sono convinta che il viaggio sia un metodo meraviglioso per educare i bambini.
E non solo per insegnar loro le regole del tipo: "Nooo, non si buttano le cartacce per terra, anche se ne vedi a milioni in giro!" oppure: "Ma nooo, non ci si mette le dita nel naso, anche se lo sta facendo l'autista dell'autobus mentre guida!" e cose così.
No, il viaggio è educativo soprattutto perchè permette ai bambini di fare nuove esperienze e quindi di imparare cose prima sconosciute.
Vi porto ad esempio il viaggio che feci con la mia famiglia all'età di 6 anni sul Lago Maggiore.
Come ben saprà chi ha visitato questa zona, un must della visita è la statua del San Carlone di Arona.
Nel mio immaginario di bambina, figura ancora più epica in quanto generatrice del detto:" Fare le cosa alla Carlona".
Fatto sta che, facendo a gara con mio fratello, riesco finalmente ad portarmi all'inizio della fila per salire gli scalini e arrivare fino dentro alla testa del famoso Carlone (come sulla statua della libertà!).
Se non fosse che, già all'altezza delle ginocchia di Carlone, guardando giù dalle scale, iniziano a volarmi delle farfalle nello stomaco.
Ahimè non si trattava di innamoramento, bensì di vertigini!
E così, all'improvviso, senza preavviso alcuno, scopro in braccio a mio papà che mi riporta al sicuro a piano terra, di soffrire l'altitudine.
Che sconforto: non potrò mai fare la pubblicità del Nuvenia Pocket, con la tipa che si lancia dell'aereo col paracadute, nè scalare montagne con un sector No limits al polso.
Così quel viaggio segnò la mia vita per sempre, dandomi una consapevolezza che non avevo ancora.

A dir la verità in seguito sono salita lo stesso sull' Empire State Building e sulla Tourre Eiffel, ma che fatica stare tutto il tempo spiaccicati al muro per non sentirmi cadere di sottto!!!